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Marco Ercolessi torna in Serie A col suo Venezia

Il futsal toglie, il futsal dà. Lo scorso anno il Venezia consumava un sogno trasformato in incubo dopo la finale dei play off persa contro il Putignano. Ma proprio come il club pugliese, passa una stagione ed ecco una favola a lieto fine. Il club lagunare vince il girone A, con due turni di anticipo (uno per i veneti), e siederà al tavolo con le grandi, nella stagione che verrà. Pagana porta la sua terza squadra nel gotha del futsal nazionale e Marco Ercolessi torna in serie A dopo le esperienze con Padova e Luparense. “Non so se ha trionfato la squadra più forte, ma sicuramente ha vinto il gruppo più forte”. Già, proprio così.
CAPITANO, MIO CAPITANO – Un po’ difensore e un po’ laterale, un po’ universale e un po’ goleador. Certamente uno di quelli appartenenti alla nuova generazione di italiani doc che fanno le fortune dei propri club, ritagliandosi uno spazio sempre più consistente in Nazionale. Tutto questo e molto altro è Marco Ercolessi. “Finalmente abbiamo raggiunto l’obiettivo e le emozioni in questi casi sono sempre fortissime – dice il lagunare – era da tempo che volevo tornare in A. E adesso sono pronto a restarci per tanto tempo”. Un campionato d’alta quota per il Venezia. Che sin dall’inizio si è messo lassù a duellare con Rieti ed il sorprendente Belluno, per poi volare ancora più su, grazie ad un girone di ritorno all’insegna della assoluto continuità. “La promozione in serie A è una favola realizzata”. Che fa rima con meritata. “Assolutamente sì – assicura – all’inizio abbiamo avuto dei problemi a passare dalla difesa a zona a quella a uomo, ma in fin dei conti siamo sempre stati lì davanti ed abbiamo vinto grazie alle scelte societarie, a mister Pagana, che è un gran lavoratore, ha cambiato molto ed è stato il primo a crederci. E poi un gruppo meraviglioso. Sono orgoglioso di esserne il capitano, quando vedi un compagno di squadra che corre per te e tutti remano dalla stessa parte, non puoi che far bene”. Il campionato è ormai andato, non resta che l’assalto al double. “Ho una distorsione al piede, ma dovrei recuperare per la Final Eight di Coppa Italia”.
UNO “SPAGNOLO” IN GONDOLA – Marco Ercolessi è il classico giocatore di calcio trasformato in calcettista. Fino a 16 anni il 23enne di Abano Terme gioca nelle giovanili del Calcio Padova. “L’ultimo anno mi ero stancato, nel calcio a 11 rischi di stare fuori dal gioco, ti puoi nascondere, nel calcio a 5 no. Mi sono subito innamorato di questo sport”. Nel 2002 la “conversione” al futsal. Cadoneghe, debutto in A con il Petrarca, poi le blasonate squadre venete: Luparense, un biennio con la Canottieri Belluno, prima della consacrazione con il Venezia. “Ho avuto la fortuna di essere allenato da grandi tecnici”. In particolare la creme della tradizione spagnola: Miguel Rodrigo e Jesus Velasco. Eccolo lo “spagnolo” Ercolessi, che prende la gondola e naviga nel mare dei ricordi. “Miguel non ha avuto mai paura di scommettere su di me, nonostante la mia allora giovane età e nonostante tutti i problemi di quel periodo, è riuscito a darmi tanto e farmi crescere”. Da Miguel Rodrigo a Velasco il passo è breve. “Uno dei migliori tecnici in Italia. Miguel e Velasco fanno parte di quegli allenatori che credono molto nel loro gioco. I loro insegnamenti sono facili da apprendere, sanno rendere semplici anche le cose più difficili ed hanno sempre una soluzione a qualsiasi sistema di gioco avversario”. Un aneddoto per il Mago di Segovia. “Ricordo come se fossi oggi il mio primo provino con lui a 18 anni, mi disse che avrei giocato pochissimo in quella stagione con la Luparense, vista la mia giovane età”. Mai bugia più grande fu detta. “Giocai subito contro il Marcianise – sorride – e poi fui sempre utilizzato, conquistando la sua fiducia”.
VITE PARALLELE – La crescita esponenziale di Ercolessi è direttamente proporzionata alla sua scalata in Nazionale. Minicucci vede in Marco un talento. E non perde tempo a portarlo in azzurrino. “Con lui ho passato cinque anni splendidi, ha creduto in me e mi ha trasmesso la sua passione. Non lo dimenticherò mai. Ma un appunto lo voglio fare – ride – leggo da ogni parte che sono stato il capitano, non è vero”. L’azzurrino diventa azzurro con Menichelli. “Non ci credevo molto perché col fatto che stavo in A2 avevo paura di non rientrare nel giro della Nazionale e invece il mister mi ha convocato, credendo in me: gli devo molto”. In Nazionale Ercolessi studia da grande. “Anche qui ho avuto la fortunato di giocare con tanti compagni di squadra, che mi hanno aiutato molto. Esempi? Nando Grana: è una grande persona. E poi Luca Ippoliti”. Saad Assis merita un discorso a parte. “Giocatore di un altro livello. Sa rendere facili tutte le giocate. Anche Gabriel Lima è elegante, i due si assomigliano, appartengono a quella schiera di giocatori che ti trasmettono tranquillità”. Impara in fretta il laureando in Giurisprudenza. “Laurearmi è un mio obiettivo. Fuori dal campo sono un ragazzo normalissimo a cui piace divertirsi e stare con gli amici”. In campo, però, è tutt’altro che un calcettista normale.
(intervista tratta da http://www.divisionecalcioa5.it/Notizia/Protagonista-della-settimana/2010-2011/104/8811/0)
24 marzo 2011, 22:08 Torna alla home page




































