Notizia estesa
Si è svolta a Roma l’importante Assemblea biennale della Divisione C5. Premiato il Venezia C5 per la vittoria nel campionato Under 21

Rappresentato dal direttore generale, Renzo Berti, il Venezia C5 ha preso parte il 27 marzo all’Assemblea ordinaria biennale della Divisione C5. Tanti e importanti gli argomenti all’ordine del giorno, in particolare relativamente allo “status” del giocatore di calcio a 5. La società arancioneroverde è stata poi premiata assieme alle altre vincitrici del loro girone nel campionato Under 21 2010/11. Dopo pranzo si è tenuto un interessante incontro con il sig. Cumbo (responsabile arbitri) e a seguire la consulta di lavoro della serie A2, cui il Venezia C5 ha preso parte per l’ultima volta dato che d’ora in avanti siederà al tavolo con i club di serie A. Buona lettura…
Si è svolta a Roma l’Assemblea ordinaria biennale della Divisione Calcio a Cinque. Ottima la partecipazione, con 100 società iscritte ai campionati nazionali presenti sulle 122 complessive (di cui 118 aventi diritto).
Tra gli ospiti Alberto Mambelli vicepresidente vicario della LND, Massimo Ciaccolini segretario generale della LND, i Presidenti dei Comitati Regionali Sandro Morgana (Sicilia) e Ermenegildo Bacchetta (Piemonte):
Presenti i Responsabili regionali Moretti (Marche), Spadea (Lombardia), Della Torre (Calabria), Bevilacqua (Sicilia), Carta (Sardegna), Palazzo (Basilicata).
Presidente dell’Assemblea è stato nominato Antonio Cosentino, vice presidente della Lega Nazionale dilettanti, mentre come segretario è stato designato Fabrizio di Felice, segretario della Divisione Calcio a Cinque.
L’assemblea ha visto la premiazione delle società che si sono contraddistinte per meriti sportivi nei campionati di A2, B e Under 21 nelle ultime due stagioni e l’elezione a delegato assembleare supplente di Ugo Colombo.
In apertura il Presidente Tonelli ha voluto ricordare con un raccoglimento i dirigenti scomparsi in questi anni rivolgendo un particolare pensiero al compianto Salvatore Ticli.
Il Presidente Tonelli ha iniziato la sua relazione con la frase della scuola Tommaseo di Padova cui il Presidente della Repubblica ha inviato un significativo ed intenso messaggio ed ha conferito una medaglia commemorativa in occasione della Final Eight di Coppa Italia recentemente svoltasi a Padova.
“150 anni di invenzioni, speranze e progetti…
150 anni di cambiamenti, sofferenze e solidarietà…
150 anni per formare noi piccoli italiani.
AUGURI ITALIA”
Il presidente della Divisione Calcio a Cinque nel soffermarsi sul rapporto tra etica, economia e sport ha ricordato come nello sport l’etica è una precondizione e che lo sport ha valore solo se pulito.
Nella sua relazione che potete leggere in allegato il Presidente si è soffermato sul sistema calcio a cinque.
Un sistema complesso che vede coinvolti più di 2500 società, 70mila tesserati, 4mila arbitri e osservatori, 3mila allenatori, oltre 10mila dirigenti: un patrimonio di inestimabile valore, che appartiene a tutti.
Un sistema che si è conquistato una sua identità e che oggi è in grado di reggere il confronto condividendo con la FIGC,con la LND,e con le altre componenti federali una linea di specificità delle disciplina ed allo stesso tempo di integrazione a livello sportivo e soprattutto giovanile.
Soffermandosi sulla molteplice attività del Consiglio Direttivo della Divisone ha sottolineato le novità che hanno investito il calcio a cinque in questi due anni.
Tonelli ha poi evidenziato la necessità che il sistema, cui è chiesto di coprire la valenza sociale dello sport e allo stesso tempo di concorrere in termini di visibilità ed i competere a livello internazionale,rappresentando l’Italia, non possa prescindere da una legislazione fiscale e normativa compatibile.
Sono stati sottolineati le criticità come i risultati positivi sul tema dei rapporti con l’attività giovanile, l’importanza dell’istituzione del campionato femminile di serie A (anche nell’ottica di un riconoscimento del futsal come disciplina olimpica): “non esiste disciplina sportiva se non maschile e femminile”, ha ricordato il Presidente della Divisione.
Tonelli ha infine insistito sull’avvio della soluzione dello status del calciatore di calcio a 5. Tema “difficile”, ha ammesso, tra una normativa FIFA che a livello internazionale per i dilettanti non prevede il vincolo sportivo e la impostazione italiana, unica tra le 208 federazioni internazionali, che invece vede nel vincolo sportivo uno dei pilastri intorno a cui ruota l’intero mondo sportivo italiano.
Nel dare atto al Presidente Giancarlo Abete ed al Presidente Carlo Tavecchio, di aver accompagnato per una soluzione condivisa questo tema, ha inteso evidenziare la proposta complessiva che ha trovato consenso nel Consiglio Direttivo della LND,testimoniando del riscontro favorevole dei Presidenti dei Comitati Regionali che hanno positivamente valutato la proposta della commissione della LND all’uopo istituita;il Presidente ha quindi segnalato come la proposta che ha ricevuto l’imput politico della LND dovrà essere valutata in Consiglio federale per la definitiva approvazione
Il presidente ha concluso con alcune riflessioni di carattere generale ed ha ringraziato tutti gli intervenuti per il riscontro elevatissimo in termini di partecipazione.
L’INCONTRO CON GLI ARBITRI La giornata è proseguita con l’incontro tra il responsabile della Can 5, Massimo Cumbo, e i rappresentanti delle società presenti. La riunione si è aperta con l’introduzione del Presidente Tonelli, con un messaggio distensivo e di collaborazione tra direttori di gara e club, alla vigilia del periodo più importante della stagione, che coincide con i playoff che decideranno i campionati.
Parole di “responsabilità” da ambo le parti, quelle espresse da Tonelli, che ha tenuto a precisare come gli arbitri siano uno “spaccato” della società contemporanea, e che la classe arbitrale sia composta da uomini e cittadini prima ancora che da direttori di gara.
Ha preso poi la parola Massimo Cumbo che, attraverso la proiezione di slides e statistiche, ha tracciato il profilo dell’arbitro italiano e spiegato la composizione, numerica e nei ruoli, dell’intera Can 5, definita dallo stesso Cumbo “una scuola specializzata e all’avanguardia” perché circoscritta al solo calcio a 5..
A oggi, gli arbitri effettivi sono 284 (di cui 17 donne) che, aggiunti agli 88 osservatori, fanno un totale di 372 componenti. L’età media degli arbitri è di 34 anni, quella degli osservatori di 47 anni. Il 95-96% dei direttori di gara ha un diploma o una laurea, a testimonianza di un livello culturale comunque elevato.
Escludendo la giornata di sabato 26 marzo, le designazioni arbitrali per i campionati nazionali sono state 8626, comprensive di primo, secondo arbitro (nel caso delle gare trasmesse in diretta tv o quelle in cui è stato sperimentato l’auricolare anche di terzo arbitro) e cronometrista.
Si è passati alle statistiche relative a falli, ammonizioni ed espulsioni nei campionati di Serie A, Serie A2 e Serie B, dati da cui si evince un’uniformità di decisioni e gestione dei falli e delle sanzioni disciplinari a prescindere dal torneo in questione.
Le società, infine, hanno avuto la possibilità di esprimere eventuali dubbi e perplessità al responsabile della Can 5, grazie anche all’ausilio di filmati che riproducono episodi controversi accaduti in campo nazionale e internazionale, e riguardanti soprattutto la chiara occasione da rete.
(articolo da http://www.divisionecalcioa5.it/Notizia/Generico/2010-2011/508/8851/0)
28 marzo 2011, 17:22 Torna alla home page




































